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Casa “smart”, ma non solo: pochi consigli per aiutare a vivere meglio

La residenzialità autonoma, cioè “Vivere soli”, per persone con disabilità, è sempre un obiettivo e una sfida.

La casa “smart” è una precondizione: quindi via tutti i tappeti, largo ai pavimenti antiscivolo e ai sedili per la doccia. Ma anche alla domotica e, perché no, alle nuove tecnologie per la disabilità cognitiva.
Ecco pochi (ma buoni) consigli per aumentare la sicurezza e l’autonomia nella vita di tutti i giorni.
Tanto per iniziare, dove si presentano difficoltà fisiche, è bene che la casa venga trasformata in modo da essere “a prova di disabile”.
E’ bene allora eliminare tutti i tappeti (causa spesso di incidenti domestici) e, se la pavimentazione è eccessivamente scivolosa, è consigliabile sostituirla con una antiscovolo. Una buona illuminazione aiuta poi a vedere meglio in caso di problemi alla vista.

Due dispositivi molto utili in bagno perché riducono il rischio di cadute (piuttosto frequenti in bagno) sono il sedile su cui sedersi mentre ci si fa la doccia e le maniglie per la vasca a cui potersi reggere. Ma le nuove tecnologie consentono di memorizzare le pillole da prendere ogni giorno, l’ora e il tipo di farmaco, così da aiutare la memoria a tenere il conto ed evitare sovradosaggi o dimenticanze. Consentono di aver memorizzato i numeri di telefono (figli, nipoti, generi, nuore) da chiamare in caso di bisogno. Spesso anche di “capire” come vestirsi. Uno Smartphon con geo-localizzazione  (nella borsa o nel portacellulare) consente di uscire di casa in autonomia, di condividere la propri percorsi con i congiunti e,  in caso di necessità, malore o incidente, di avvertire e farsi “ritrovare” velocemente.

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