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Disabilità cognitiva e nuove tecnologie: che risposte!

Alla ricerca con Google: “ausili per la disabilità cognitiva” troviamo ai primi posti articoli su esperienze svizzere del 2013. Qualcosa per la didattica e molto per i “non vedenti”…..

Una semplice azione, che da immediatamente il quadro di quanto sia scarsa l’attenzione, la disponibilità e la ricerca verso la disabilità intellettiva, cognitiva e relazionale. Fino a pochi anni fa, forse, si poteva affermare che gli ausili per la disabilità cognitiva erano difficili da realizzare e poco funzionali. Ma le tecnologie digitali hanno aperto scenari nuovi, inesplorati e ricchi di potenzialità.

Tablet, smartphone, computer, orologi digitali, google glaces e chissà quant’altro, possono e devono essere usati per migliorare significativamente la vita dei disabili cognitivi. È indispensabile che il rapporto ausili/disabilità ampli i propri orizzonti: non solo protesi acustiche, ma anche realtà virtuale, geo-localizzazioni, agende elettroniche e soprattutto tanta, tanta, tanta ricerca.

Ma i disabili cognitivi non hanno voce, non hanno lobby … e spesso non votano.

Quindi non deve stupire che anche la nuova Legge Regionale 23 destini alla “domotica almeno il 40% delle risorse erogate” (cosa ne sa un disabile cognitivo della domotica?) e  “esclude dal finanziamento: telefoni mobili, palmari, impianti di navigazione satellitare …… Personal Computer, da tavolo o portatile, hardware e software di base …” È sconfortante dover ancora ribadire che le disabilità cognitive e razionali sono meno visibili di una lesione fisica, ma ugualmente invalidanti e con minori possibilità di acquisizione di “ruolo sociale”.

L’utilizzo di nuove tecnologie consente di ipotizzare lo sviluppo di diverse competenze e capacità. L’utilizzo delle abilità residue, il supporto procedurale in momenti di dubbio e difficoltà. Supporti per stimolare la memoria, mantenere attenzione, orientarsi negli spazi, realizzare procedure, gestire la quotidianità, sono funzionali alla famiglia di un disabile cognitivo e alla persona stessa per una migliore qualità della vita.

Migliorare, mantenere, utilizzare al meglio le competenze residue, favorisce il rientro al lavoro, diminuisce il carico assistenziale, migliora la qualità della vita di tutti.

 

Per saperne di più, clicca qui —–>>>

http://www.asphi.it/linformation-and-communication-technology-per-linclusione-delle-persone-con-disabilita/

http://www.asl.bergamo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=10045

Riabilitazione Bergamo 61

 

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