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Una bella storia – pt. 2

Dalla casa in ristrutturazione a Costa Serina si ricavano 6 alloggi, tutti serviti con camere, cucine, bagno indipendente e spazi comuni.
Spazi ricreativi, una cucina comune a piano terra con soggiorno per le feste e qualche cena assieme, e spazi esterni ed interni l’edificio.
Quindi avremo 250 mq di superficie abitabile, 65 mq di spazi comuni interni e circa 1.000 mq di spazi eterni.
Circa 45 metri quadri di appartamento individuale, a disposizione per un tempo determinato, per quello che si chiama “housing sociale”, e che in realtà è il primo passo verso l’autonomia abitativa, di solito dopo un periodo trascorso in una Comunità.

Si tratta di affrontare un Nuovo Progetto di vita, dove l’housing temporaneo diventa una tappa del percorso. Per farlo occorre avere un lavoro, almeno part-time. Oppure qualche familiare che si faccia carico dei costi.

Perché anche questi appartamenti costano: circa 350 euro mensili tutto compreso. E i contributi sociali (pubblici) all’housing in generale ed all’housing temporaneo in particolare, sono praticamente zero.

Contenere i costi per rendere compatibile il reinserimento sociale con la situazione economica delle persone. Il lavoro è obiettivo correlato al progetto di autonomia abitativa, ma chi lavora difficilmente è occupato a tempo pieno e quindi non può spendere molto.

Obbiettivo è anche non gravare troppo sulle famiglie, che già hanno contribuito ai costi di un lungo percorso riabilitativo o per le cure sanitarie.
Inoltre non è raro che, di fronte ad eventi gravi (da trauma o da malattia mentale), un componente della famiglia lasci il lavoro per meglio seguire il congiunto.

Il tassello dell’housing deve, inoltre, essere integrato con le rete socio-sanitaria.  Ed essere accompagnato dal rapporto funzionale tra strutture sanitarie e strutture sociali.

Deve divenire “normale”, nella collaborazione e nella condivisione dei percorsi post-ospedalieri e post-comunità, la consapevolezza dei medici e degli operatori sanitari, della complessità e della necessità di articolazione e completezza dei percorsi sociali.

E dobbiamo essere in grado di variare e rimodulare nel tempo, se serve, di permanenza nelle abitazioni. E dove serve essere pronti ad azioni di supporto contenute negli ambiti del pronto intervento, della gestione economica, l’organizzazione della vita quotidiana, dell’ambito medico-sanitario.

Un’ ”impresa” non semplice. Che, nel caso di Costa Serina, è molto aiutata dalla “donazione” dell’immobile e del Contributo delle Fondazione Cariplo.
Perché il costo della ristrutturazione è di 225.000 euro per le opere murarie, 40.000 euro per progettazioni e pratiche, e 37.000 per gli arredi.

E poi vedremo come si finirà…

Ma la casa va avanti… Ecco la foto!

housing sociale

 

 

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