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Cosa succede ad una persona con lesione cerebrale dopo i 65 anni?

Lesioni cerebrali acquisite over 65 anni. Cosa succede a queste persone? Viene offerto un unico percorso: l’ingresso in una RSA. Non è un “buon progetto di vita”! Il percorso di “cura” per i pazienti con cerebrolesione acquisita che invecchiano, smette di fornire garanzia di continuità “di senso” di azioni professionali coerenti con i principi di efficacia, appropriatezza ed efficienza clinica.

Un “sistema di cura” o rete diversificata di presidi e servizi orientati alle gravi cerebrolesioni acquisite necessita di una forte integrazione organizzativa. Questo tipo di integrazione operativa e “logistica” sembra perdere qualsiasi pianificazione e progettualità quando il paziente con grave cerebrolesione acquisita invecchia.

Con l’invecchiamento di questi pazienti il percorso di “intervento” non viene più immaginato nel “dettaglio”, concentrandosi sui bisogni dell’utente, dei familiari e dei caregiver; ma ruota intorno alla sola variabile legata all’età biologica del paziente.

Il percorso di “cura” di questi pazienti che invecchiano smette di fornire al paziente e alla sua famiglia, garanzia di continuità “di senso” di azioni professionali coerenti con i principi di efficacia, appropriatezza ed efficienza clinica, viene offerto un unico percorso: l’ingresso in una RSA.

La conseguenza è che la specificità di interventi per questo tipo di pazienti perde il senso di azione dopo i 65 anni: il rischio è che non si possa sfruttare appieno il potenziale di recupero del paziente o il mantenimento delle risorse presenti attive.

Inoltre, bisognerebbe chiedersi anche come possa fare il personale che opera in  una RSA a gestire pazienti complessi, ma con una loro specificità di intervento e di azione differente da altri tipi di pazienti che invecchiano o che addirittura sono affetti da patologie degenerative, con instabilità clinica.

Il pericolo è quello di utilizzare inutilmente misure di assistenza che potrebbero essere evitate e di attivare di danni secondari: spesso vengono proposti interventi assistenziali, quando il paziente potrebbe trarre giovamento da interventi riabilitativi specifici (fisioterapici, logoterapici, neuropsicologici) o che in qualsiasi caso rappresentano un mantenimento necessario.

E’ indispensabile che i pazienti ricevano gli interventi appropriati, da parte dei professionisti giusti e nelle strutture appropriate, per ogni fase del loro percorso riabilitativo, senza inutili e dannose interruzioni o gravi modifiche degli obiettivi e delle modalità operative.
Tutto questo deve permanere ed essere garantito anche quando un paziente GCA invecchia.

Per questo è necessario costruire un percorso residenziale specifico anche per queste GCA (RSA per GCA) che invecchiano.

Per approfondimenti:
www.cooperativaprogettazione.it/centro-di-riabilitazione-residenziale/

lesioni cerebrali acquisite over 65

 

 

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