Cervello First – Consapevolezza e prevenzione: gli alleati sociali nella lotta alle demenze

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Beneficiari diretti del progetto: adulti e anziani.

LEGGI LA BROSCHURE  –CERVELLO FIRSTA5 1 Cervello First 1

Beneficiari indiretti: famiglie e servizi

Territorio di intervento: città di Milano zona 3: popolazione di circa 160.000 abitanti, 24,4% sopra i 65 anni, circa  38.400 anziani – PRESSO IL NEGOZIO DELLA MENTE DI VIA TEODOSIO 12  

Azioni: informazione sulla prevenzione delle malattie neurodegenerative. Screening diffuso sull’affaticamento cerebrale. Approfondimenti in caso di sintomatologia. Palestre per la mente.  Primo supporto ai familiari.

Interventi previsti:  n. 500 Contatti  – Screening: n. 250 – Approfondimenti: n. 50 –Palestre delle Mente: 6 – Supporto famiglie: n 2 al mese

Durata Progetto: anni 2 – Capo Progetto: dott.ssa Claudia Maggio

  1. Alzheimer – La prevenzione

Per il Morbo di Alzheimer e in generale per le malattie neurodegenerative non ci sono cure, ma è possibile fare prevenzione.

È stato ben ribadito, durante la Settimana del Cervello dal Presidente della Società Italiana di neurologia Leandro Provinciali, che solo la prevenzione consente, oggi, un minimo di fronteggiamento delle malattie degenerative.

La prima prevenzione è l’informazione su cosa possiamo fare, tutti, subito: basilare, visto che non si conosce la cura.

La seconda è la valutazione precoce del decadimento cognitivo, per innestare azioni di rallentamento della progressione della malattia.

Questi interventi socio-sanitari, in Italia e a Milano, non vedono significative esperienze da parte degli operatori pubblici.

Inoltre sul tema della prevenzione, per ora soprattutto nella realtà americana, avanza una forte pressione dalle Case farmaceutiche nella proposta di farmaci per la difesa dall’Alzheimer. La conoscenze attuali ci dicono che non hanno valenza scientifica certificata, ma già oggi e potenzialmente negli anni, si apre un mercato consistente.

  1. Gli alleati nella lotta all’Alzheimer

Ginnastica del cervello, movimento, cibo, corretti stili di vita, contenimento dell’uso dei farmaci, aria pulita: ecco gli alleati fondamentali per la prevenzione di malattie degenerative, del morbo di Alzheimer, delle demenze, ecc. Gli studi più recenti confermano che agiscono come veri e propri farmaci.

E poi serve consapevolezza. Prevenzione, informazione e sensibilizzazione sul tema del controllo delle funzioni cognitive.

E allenamento ed esercizio cerebrale, meditazione, benessere psicologico.

Perché dai 19 anni in poi invecchiamo: e ci curiamo con attenzione dell’invecchiamento della pelle, curiamo giornalmente i denti, i capelli e i radicali liberi. Ci curiamo delle psiche e dell’anima, ma fin che funziona nessun tagliando al nostro cervello.

  1. Cervello FirstCERVELLO FIRST 1

Abbiamo voluto intitolare il progetto “Cervello First” proprio per porre in primo piano la particolare cura che dovremmo riservare al nostro Cervello.

L’attenzione che abbiamo per il nostro cervello è decisamente troppo bassa e, spesso, tendente a zero. Siamo, giustamente, molto attenti al controllo degli aspetti funzionali del nostro corpo, del cuore e degli altri organi vitali, ma pochissimo si fa, e ancora meno si parla, del rapporto tra cura del cervello e qualità della vita.

Lo stato di salute cerebrale va monitorato, soprattutto con l’avanzare dell’età, come si fa con tutti gli altri organi vitali.

Sia con i “normali” check-up di controllo, sia con approfondimenti specialistici. La prassi sanitaria e il “sentire” comune tende a controllare tutto il possibile: dall’epidermide alla vista. Ma una visita neuropsicologica per capire lo stato della memoria, la capacità di orientamento e di attenzione, l’affaticamento cerebrale, ecc. non è mai ipotizzata.

Non si controlla perché, sembra, che le malattie neurodegenerative siano eventi ineluttabili e imprevisti. Non è così: ascoltare e monitorare l’andamento delle funzioni cognitive con consapevolezza e senza fatalismo, è prevenzione.

“Cervello First” significa utilizzare tutti gli “alleati” a disposizione per la prevenzione, ma anche intervenire precocemente con attività di cura: esattamente come si fa col cuore, la pressione, i controlli antitumorali, ecc., ecc. !

L’Alzheimer non ha cura, ma nel 2050 il 30% della popolazione mondiale sopra i 65 anni potrebbe esserne affetta. Vale la pena di provare a identificarlo precocemente, rallentarlo e preparaci ad affrontarlo.

  1. Il contesto milanese – L’assistenza per le Demenze

Due aspetti della “cura” che faticano a trovare attenzione.

Come attività di “confine” della fascia Socio-sanitaria non ha riferimenti istituzionali. Non è sanitario e non è assistenziale. Non è gestito ne dai Medici di Base, ne presso i Consultori. 

L’assistenza alle demenze funziona: ma solo quando la malattia è conclamata.

LA NOSTRA esperienza e le azioni contro l’Alzheimer

L’equipe della sede di Milano è composta Neurologi (dott. Sandro Feller), Psicologi (dott.ssa Claudia Maggio, dott.ssa Simona Bozzolo), Neuroscienziata (dott.ssa Laura Manzini) Educatori professionali (dott.ssa Michela Melocchi) Logopedisti (dott.ssa Giulia Bettonacci ).

Dal 2014 l’equipe si sta occupando anche degli aspetti sociali delle demenze e del mantenimento delle funzioni cognitive nella popolazione adulta e anziana.

L’area di intervento è stata molto “territoriale”, legata ad un passaparola ed una rete di farmacie e centri sociali che hanno apprezzato e promosso le attività.

Da qui la campagna di promozione per lo screening neurocognitivo, messa in opera durante la Settimana del cervello 2017.

Abbiamo messo a disposizione spazi e personale per una prima valutazione nuerocognitiva gratuita  aperta a tutti e “lanciata” attraverso i canali della promozione nazionale dell’evento.

La partecipazione e stata interessante in quanto, in 1 settimana,  15 persone, soprattutto anziani maschi si sono sottoposti  ai test necessari per la valutazione del proprio affaticamento cerebrale.

Dall’inizio delle attività abbiamo affrontato una casistica pari a 60 soggetti, che presentavano sia una normale evoluzione biologica dei processi di senescenza, sia una possibile situazione clinica-degenerativa.

Obiettivi del Progetto

  1. Continuità

Obiettivo 1 è dare continuità al progetto di informazione e screening sulle malattie degenerative.

Obiettivo primario dell’intervento è accrescere la consapevolezza generale rispetto ai temi del funzionamento del cervello, della sua cura e più in generale, dell’invecchiamento cerebrale.

Per sviluppare il senso di legittimità di attenzione e cura del cervello, che in questo momento non esiste.

Semplicemente la verifica delle funzioni cerebrali. E delle piccole o grandi anomalie che il cervello può presentare, che se individuate precocemente, possono diventare indicatori e elementi di analisi.

  1. Consapevolezza

Obiettivo 1 è contribuire affinché si modifichi la generale percezione che le malattie neurodegenerative, Demenza e Alzheimer,  siano elementi ineluttabili, comandate del “fato”.

Ma reali malattie fisiche e come tali, analizzabili, curabili sin dove possibile, e sulle quale si può intervenire esattamente come si fa per tutte le malattie delle altre parti del corpo.

Per dare continuità ad una iniziativa territoriale nuova, che risponde a un bisogno non più solo emergente, ma ormai parte integrante della vita quotidiana, che non trova riscontri e possibilità di sviluppo nel settore pubblico.

Abbiamo iniziato in maniera pionieristica due anni fa, con le iniziative promozionali della settimana del cervello è stata riconfermata la grande attenzione della popolazione che pone al tema.

  1. Obiettivo 2 – Prevenzione e Screening

Diagnosi neuropsicologica precoce del decadimento cognitivo

La possibilità di descrivere un profilo neuropsicologico di una persona adulta, anche in assenza di sintomi specifici e’ fondamentale dal punto di vista preventivo.

Obiettivo e’ rilevare il grado e la qualità di compromissione, o non compromissione, delle singole funzioni cognitive, può consentire una diagnosi precoce della demenza e permettere di realizzare tempestivamente gli interventi terapeutici, riabilitativi e assistenziali ad oggi previsti.

Il numero di valutazione deve essere alto e la diffusione capillare. Senza distinzione di censo o di appartenenza sociale.

  1. Valutazione pre-sanitaria

Se dallo screening generico risultano particolari deficit, si rende necessaria l’implementazione di una batteria neuropsicologica specifica (sul tipo di Servizio di primo livello proposto dall’Unità Operativa di Psicologia Clinica) che consiste in una generica valutazione del declino cognitivo.

La valutazione neuropsicologica pre-sanitaria, pertanto, si rivolge ad anziani con sospetto decadimento cognitivo (punteggio MMSE uguale o superiore a 24 e deficit in almeno una funzione cognitiva all’ENB).

Utilizzando test neuropsicologici di recente taratura, la procedura potrà essere così costituita da una valutazione ripetuta della persona con batteria di test (follow-up ripetuti a cadenza di 6 mesi).

Nel momento in cui verrà rilevata la demenza, l’obiettivo è attivare velocemente un percorso sanitario con l’invio del paziente alle strutture preposte atte ad effettuare una diagnosi il più precisa possibile (Alzheimer, vascolare, frontale, corpi di Lewy…).

  1. Obiettivo 3 – Pronto intervento famiglia

Le ricerche attuali segnalano alti livelli di stress tra i caregivers che si occupano di assistenza ai malati di Demenza e Alzheimer. Quindi obiettivo 3 è intervenire nell’immediato con un supporto pratico, di indicazioni, rassicurazioni e supporto psicologico sin dalla fase valutati che cheti rilevassero negative.

Obiettivo 3 del progetto e’ incontrare i familiari per supportarli psicologicamente e prevenire il bornout.

Strettamente legato al supporto è l’obiettivo di fornire una prima formazione su come approcciarsi al tema, su come intervenire e sulle possibilità di organizzazione familiare e dei tempi di vita di lavoro andranno a modificarsi nel caso di malattia conclamata.

E ovviamente tutte le possibilità che le strutture pubbliche sanitarie mettono in campo per affrontare la malattia.    

Strategia di intervento

  1. Azione 1 – Cambio di paradigma

L’azione progettuale intende utilizzare tutti i canali possibili per sviluppare comunicazione e informazione, per contribuire a  sviluppare un modello di pensiero che accresca consapevolezza che:

  • si sviluppi il superamento del concetto di “fatalità” legato ai temi del decadimento cerebrale. Studi recenti e prassi consolidate confermano che “La malattia del Cervello ha un riscontro fisico” e, quindi può e deve essere affrontata come tale.
  • la prevenzione delle malattie degenerative come Demenze e Alzheimer, passa attraverso corretti stili di vita e confermare che abusi di sostanze, alcool e fumo, anche in giovane età, sono i principali alleati delle Demenze in età adulta
  • esiste la possibilità e la necessità per tutti, di monitorare le funzioni cognitive. Consapevoli che mantenere il Cervello in buona forma e in grado di affrontare la sfida della vecchiaia deve essere una priorità
  • la necessità della attivarsi immediatamente fin dai primi sintomi o dubbi di decadimento cerebrale è fondamentale. E non aspettare che la malattia sia conclamata e il decadimento irreversibile
  • una tempestiva riabilitazione cerebrale rallenta il decadimento e consente di fruire di anni di vita in buona autonomia
  • chiedere il supporto per il caregiver fin dai primissimi esordi della malattia e’ un diritto. Per preparare la famiglia sul il progredire della patologia, per regolare l’organizzazione familiare, per verificare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
  1. Azione 1 – Dove

Tutte le Azioni del Progetto hanno come baricentro la sede della Cooperativa di Via Teodosio, 4.

Si sviluppano nella Zona 3 di Milano: con una popolazione di circa 160.000 abitanti dei quali 24,4% sopra i 65 anni, quindi circa  38.400 anziani.

Una zona articolata a forte vacazione residenziale.

Indicativamente il Progetto interessa seguenti aree: Porta Venezia, Porta Monforte, Casoretto, Rottole, Dosso, Quartiere Feltre, Cimiano, Città Studi, Lambrate, Ortica.

Si avvia sperimentalmente il progetto in Zona 3 perché è attiva una rete formale e informale sul territorio legata alla presenza della cooperativa da ormai tre anni.

Rispetto all’Azione 1 si sono individuati gli spazi aggregativi dove diffondere il materiale e sviluppare iniziative di sensibilizzazione:

– 57 farmacie

– 3 biblioteche rionali

– 2 Centri Anziani

– 19 oratorii

– 2 ospedali

– 15 uffici pubblici di varia natura

– 10 spazi di servizi postali

– un numero non definito ma di almeno 250 bar

Questi spazi pubblici verranno alimentati con materiali informativi e “punti informazione ” per tutta la durata del progetto

  1. Azione 1 – Destinatari

E’ destinataria tutta la popolazione della zona individuata. Tutti coloro che prenderanno coscienza e acquisiranno consapevolezza sui temi della cura del Cervello e sulle corrette azioni per prevenirne il decadimento. Sono da ritenersi destinatarie dirette del Progetto, tutte le persone adulte e in particolare sopra i 65, anche se non presentano particolari segni di decadimento cognitivo. Sono da ritenersi destinatari diretti tutte le persone che a seguito della campagna di informazione valutano la possibilità di approfondire piccoli episodi di decadimento legati alla memoria, al senso di orientamento, al mantenimento dell’attenzione, ecc.

Sono destinatari diretti anche tutti coloro che chiederanno informazioni attraverso telefono o mail.

Sono destinatari indiretti tutti coloro coinvolti nella campagna comunicativa.

PER INFORMAZIONI info@cooperativaprogettazione.it

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