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Reinserimento al lavoro di persone con Lesioni Cerebrali Acquisite: strumenti operativi

Ricominciare a lavorare dopo un ictus, un’anossia o un trauma cranico: una esperienza consolidata di ProgettAzione che parte anche dallo studio effettuato dai ricercatori svedesi Johansson e Bernspång nel 2002.
Il punteggio della memoria misurata attraverso il Rivermead Behavioural Memory Test in combinazione con i dati raccolti nelle attività personali della Vita Quotidiana (lavarsi, vestirsi, mangiare…), costituisce il miglior modello predittivo del reinserimento al lavoro dopo la Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA).

Studi passati e recenti hanno individuato diversi indicatori e strumenti di analisi che possano certificare o meno la possibilità di reinserimento lavorativo per persone con cerebrolesione acquisita.

Il Functional Indipendence Misure (FIM) è il test di raccolta dei dati delle performance nella quotidianità.

Capire e lavorare sui temi del reinserimento lavorativo risulta fondamentale nei percorsi di inclusione sociale. Lo studio dimostra come il deficit di memoria e la limitazione nelle attività della vita quotidiana di tipo domestico o personale, siano buoni indicatori del futuro successo o fallimento del reinserimento al lavoro.

Secondo Kreutzer, Harwitz e altri (2003), un’analisi funzionale che utilizzi gli strumenti di valutazione della compromissione attraverso la Disability Rating Scale e il Community Integration Questionnaire sembra importante per prevedere più accuratamente la possibilità di stabilità lavorativa (confermato anche da Wagner et al, 2002). Alcuni test neuropsicologici in particolare risultano sensibilmente legati al successo del reinserimento lavorativo, tra cui la prestazione ad un mese dal trauma alla WAIS, al Trail Making Test-parte B e al Digit Symbol Test, coinvolte nel doppio compito e nella velocità di processing dell’informazione (supportato anche da Sherer et al, 2002).

Secondo ulteriori studi sono necessarie misure ecologicamente condotte degli aspetti cognitivi e comportamentali per individuare punti di forza e di debolezza a differenti fasi di recupero e indirizzare trattamenti occupazionali adeguati volti al reinserimento.

L’uso del Neurobehavioural Rating Scale rivela differenze significative tra le persone con disabilità acquisita reinserite e non reinserite, in particolare su due livelli: cognitivo (predire, pianificare e controllare il comportamento – funzioni esecutive) e metacognitivo (incapacità di percepire gli errori e deficit di consapevolezza sulle conseguenze del proprio comportamento), variabili molto importanti nel reinserimento lavorativo.

ProgettAzione è a disposizione di persone e famiglie che necessitano approfondimenti e supporti sul tema: info@cooperativaprogettazione.it

Per maggiori info:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11437199
http://www.cooperativaprogettazione.it/lab-di-progettazione/

Riabilitazione Bergamo 208

 

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