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Valutiamo i risultati di Politiche e Progetti sociali con la Teoria del cambiamento. Tanto per cominciare.

Una Teoria del cambiamento sta a una nuovo Progetto Sociale come le fondamenta stanno alla struttura di un edificio.
Ipotizzare un intervento sociale o di politica sociale pubblica, significa capire a dove ci porterà, cosa saremo e soprattutto come staranno i beneficiari del Progetto.

Valutare come sono andate le cose spesso non è possibile o, comunque, le risposte che abbiamo non sono soddisfacenti rispetto ai soldi e alle energie che abbiamo speso. E la causa è, quasi sempre, una progettazione che non si domanda quale cambiamento porterà l’intervento o la politica che stiamo ipotizzando.

Chiamiamola valutazione di impatto sociale.  

Sarebbe bene utilizzare una serie di passaggi in fase di impostazione di un “Intervento Sociale”, ma anche di una ‘Politica Sociale” in modo da dedicare un pò di energia (e soldi) per sviluppare una valutazione d’impatto che produca risultati interpretabili.

Alcuni di questi passaggi possono essere integrati in un unico quadro noto come ‘teoria del cambiamento’. Perché la “Teoria del cambiamento” è “la descrizione di una sequenza di eventi che dovrebbe portare a un particolare risultato desiderato”.

Dovrebbe!!!!

Si tratta della catena che collega le risorse alle attività, le attività alle realizzazioni, le realizzazioni ai risultati e i…risultati ai cambiamenti.

Una buona teoria del cambiamento utilizza diversi passaggi:

  1. Bisogni: sono la valutazione dei problemi sofferti dalla popolazione sulla quale desideriamo intervenire.
  2. Input: sono le risorse che abbiamo a disposizione per il progetto. Queste comprendono il tempo impiegato dal personale che lavorerà sul progetto, dai valutatori e i costi sostenuti per la sua attuazione (ad esempio per l’acquisto di beni e servizi). La domanda cruciale è: ma queste risorse consentiranno un intervento che dia frutti?
  3. Output: è ciò che è stato erogato. Può consistere in una trasmissione di informazioni, nella fornitura di un sussidio o di un servizio, etc. La domanda chiave è: in che misura l’intervento è in grado di produrre le realizzazioni previste nel breve termine?
  4. Outcome: sono i risultati osservabili che potrebbero essere raggiunti una volta che il servizio è stato erogato. I risultati nel settore delle politiche sociali di solito appaiono nel medio termine.
  5. Impatto (impact): è il cambiamento nei risultati osservati attribuibile all’intervento sperimentato.

Ci sarebbe inoltre da dire che una teoria del cambiamento dovrebbe documentare le ipotesi (assunzioni) utilizzate per giustificare la catena causale. Ma possiamo ipotizzare un passaggio successivo.

Sembra una cosa semplice ma va attivata, sempre, perché solo la teoria del cambiamento è in grado di sostenere l’innovazione della politica sociale.

In primo luogo, una teoria del cambiamento aiuterà i progettisti, ma anche i responsabili politici, a prendere decisioni funzionali per rispondere ai bisogni. Serve la formulazione di un’ipotesi chiara e verificabile su come si realizzerà il cambiamento e, quindi, la risposta ai bisogni.

Ciò permetterà di migliorare non solo la capacità di rendere conto della politica , ma anche di rendere i risultati più credibili perché erano stati previsti. Durante il progetto, la teoria del cambiamento può essere utilizzata per controllare l’avanzamento del programma e mantenere la rotta, e anche come modello per la valutazione che produca indicatori misurabili del successo.

Una volta che l’intervento è terminato, può infine essere aggiornata e utilizzata per documentare le lezioni apprese su quanto è realmente accaduto.

E poi una teoria del cambiamento è un potente strumento di comunicazione in grado di catturare la complessità di un’iniziativa e sostenerla con i finanziatori o gli elettori.

Una teoria del cambiamento è il risultato di due processi paralleli e simultanei che implicano ricerca e partecipazione. Il processo di ricerca mira a generare i dati alla base del programma e a verificarne i presupposti. Le aspettative sul fatto che un nuovo intervento porterà al risultato desiderato sono spesso giustificate dalla nostra ‘esperienza’ o ‘buon senso’. Nella misura del possibile, le valutazioni d’impatto dovrebbero evitare di fare affidamento su tali misure soggettive che sono altamente discutibili e non offrono alcuna garanzia del successo dell’intervento. Per essere veramente dimostrato, il nesso di causalità tra l’intervento e il risultato dovrebbe contare su una solida base scientifica.

Un intervento efficace richiederà contributi di varie discipline: economia, sociologia, psicologia, scienze politiche, etc. È fondamentale che tali competenze siano coinvolte sin dalle fasi preliminari del progetto.

Per maggiori info:
http://www.cooperativaprogettazione.it/progettazione-sociale/

Teoria del cambiamento

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