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Perché non si dovrebbero mai dire parolacce in presenza dei bambini

Occorre che gli adulti prestino molta attenzione al linguaggio utilizzato in presenza di bambini, piccoli o grandi che siano.

Quasi tutti i padri e le madri concordano sul fatto che “non si smette mai di imparare a fare i genitori”, essi contribuiscono infatti alla costruzione della personalità dei propri figli e quindi detengono un compito di massima importanza e delicatezza.

Una forma di apprendimento molto utilizzata dai bambini è l’imitazione dei genitori e degli adulti in generale. Essa compare nei primi mesi di vita del bambino, aiutandolo a modellare il suo modo di fare ed essere. Se durante il primo anno di vita il piccolo tende a ripetere automaticamente le espressioni del volto della madre e i gesti dei genitori senza capirne tuttavia il senso, con la crescita il bambino affina la sua capacità di imitazione, imparando a discriminare l’utilità delle parole e dei gesti imitati.

Di solito i figli a una certa età chiedono alla madre o al padre di collaborare in faccende domestiche come stendere il bucato, cucinare, lavare i piatti, e lo fanno per sentirsi al pari con i grandi, per sperimentarsi e prendere le misure con il mondo sociale circostante.

Con l’avvento dell’età scolare può accadere che i figli imitino atteggiamenti meno edificanti e tal volta prepotenti, tuttavia queste situazioni sono evitabili se in precedenza i bambini sono stati educati alla discriminazione tra ciò che è ammissibile e giusto e ciò che non si può accettare in società.

Per tale motivo, la prima regola da rispettare nell’educazione dei figli è quella di essere sempre un buon modello da imitare.

Occorre tenere presente che i bambini “sono come delle spugne”, per cui imitano e ripetono ogni atteggiamento visto compiere dagli altri o frase sentita, e quindi gli adulti dovrebbero fare attenzione ai comportamenti esibiti per cercare di non influenzare in maniera negativa la crescita dei loro figli. Può capitare che i figli assistano però a parole volgari o parolacce che sfuggono a mamma e papà, magari durante un litigio di coppia oppure quando perdono la pazienza con i propri figli in seguito a capricci o perché non obbediscono alle regole o ancora non ascoltano ciò che viene detto.

Il bimbo molto piccolo non conosce il significato delle parolacce ed è spinto a ripeterle per imitazione o perché suscitano in lui interesse e attrazione soprattutto se ne coglie l’effetto trasgressivo ma è a seconda delle reazioni degli adulti che egli tenderà a perdere quest’abitudine oppure ad utilizzare quel linguaggio in maniera sempre più intenzionale.

Come rimediare ad un tale errore educativo?

Innanzitutto va sottolineato che bisognerebbe evitare di incappare in episodi dove i bambini ascoltano parolacce pronunciate dai grandi, a maggior ragione se si tratta di genitori, che come si è detto rappresentano i principali modelli da imitare per i figli, il rischio altrimenti è che quelle stesse parole vengano riprodotte in famiglia o in altri contesti di vita sociale.

Ma se proprio la parolaccia scappa in presenza dei figli.. un primo passo potrebbe consistere nel parlare della cosa con il bambino spiegandogli che quel termine non ha un significato “bello” e che “fa dispiacere la mamma o il papà”. Inoltre sarebbe opportuno ammettere davanti al proprio figlio di averla personalmente pronunciata ma di essersene subito pentiti e di aver chiesto scusa alle persone presenti. Così facendo il bambino inizierà a comprendere che non tutti i gesti e le parole dei grandi possono essere ripetuti e che anche i grandi a volte sbagliano.

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