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Ictus cerebrale: cure e Regioni

In Italia chi è colpito da Ictus Cerebrale deve avere la fortuna di trovarsi nel territorio giusto per ricevere l’assistenza sanitaria e le cure più adeguate. Cure diverse in Regioni diverse, e molti ospedali ancora non hanno l’Unità Neurovascolare, indispensabile per un intervento adeguato.

Diversità territoriali

L’Ictus Cerebrale è la terza causa di morte in Italia, la prima per invalidità e la seconda per la causa di stati di demenza con perdita di autosufficienza. Nel nostro Paese, si manifesta in circa 120mila nuovi casi ogni anno, 1/3 dei quali genera decessi entro 1 anno mentre, in 1/3 terzo dei casi, produce forme invalidanti di diversa gravità.
In Italia chi è colpito da Ictus Cerebrale deve avere la fortuna di trovarsi nella Regione giusta per ricevere l’assistenza sanitaria e le cure più adeguate. Disomogenee sono le risposte sanitarie che il nostro Paese è in grado di erogare per questa grave e diffusa patologia.

Il Manifesto Sociale

Il Manifesto Sociale che l’Osservatorio Ictus Italia ha presentato a dicembre, alla Camera dei Deputati, richiama l’attenzione delle Istituzioni su ciò che ancora c’è da fare in materia di politica sanitaria, scelte organizzative, informazione e prevenzione e riabilitazione.
Iniziative che l’Osservatorio intende promuovere anche grazie al rilevante supporto dell’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Cardio-cerebrovascolari.
Durante l’evento l’Osservatorio Ictus Italia ha presentato il caso clinico di Fabiana, per delineare gli effetti di una diagnosi iniziale sbagliata a causa di un ricovero in un ospedale senza Unità Neurovascolare. La mancata diagnosi di Ictus cerebrale ha condotto Fabiana verso una vita quotidiana sicuramente complessa.
Quali sono le ricadute umane e sociali di una mancata copertura territoriale di Stroke Unit e di Centri capaci di veloce diagnosi e immediato e corretto intervento? Il Manifesto Sociale presentato a Roma mette anche in evidenza la necessità di azioni concrete.

Call to Action

L’Osservatorio Ictus Italia ha deciso di lanciare una call to Action, contenuta nel Manifesto Sociale dell’Osservatorio, che si concentra sulle azioni che vedono i Servizi Sanitari Regionali al centro della necessità di potenziamento/aggiornamento delle molte voci che caratterizzano la gestione di questa patologia:

  • Inserimento dell’ictus cerebrale nei piani sanitari regionali
  • Messa a punto di percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali mirati
  • Incentivazione verso l’uso di terapie e dispositivi medici di nuova generazione
  • Aumento di nuove Unità Neurovascolari, ove assenti, e coerente incremento degli organici
  • Predisposizione di idonei piani di riabilitazione
  • Disponibilità sull’intero territorio nazionale della trombectomia meccanica. (*)

*Fonte: osservatorioictusitalia.it

Dopo l’ospedale

Il post ospedale, quindi tutta la strada per recuperare competenze  per essere in grado di tornare a fare quanto si faceva “prima” è ancora più complesso: la Regione Lombardia ha accreditato Servizi e le Strutture della cooperativa Progettazione per azioni specifiche per il reinserimento sociale delle persone colpite da Ictus Cerebrale e il supporto alle loro famiglie.

 La Cooperativa Progettazione lavora per il rientro sociale delle persone cerebrolese e per il supporto alle loro famiglie dal 1999.

Ha sviluppato servizi riabilitativi che vanno dal supporto alla dimissione ospedaliera, ai Centri Diurni per il recupero di abilità e competenze, ai Centri Residenziali per Sollievo e la Residenzialità, all’Assistenza Domiciliare, ai Gruppi di Sostegno per i familiari, all’Housing con 16 appartamenti, ai laboratori occupazionali e formativi per il rientro al lavoro

Per approfondimenti:
www.osservatorioictusitalia.it

Ictus cerebrale

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