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Per la prima volta a Bergamo una scuola racconta, in sei lingue diverse, le storie di quartiere e lo fa rendendo ragazze e ragazzi protagonisti.

Voci oltre i muri.
Storie di quartiere in sei lingue diverse, di donne e di uomini per attraversare insieme il presente. Un viaggio attraverso le vie di tutti i giorni da riscoprire con gli occhi e le parole delle alunne e degli alunni dell’Istituto comprensivo “Angelo Mazzi”, perchè “la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere”.

La scuola e il quartiere in dialogo attraverso la storia delle donne e degli uomini che l’abitarono.

Le allieve e gli allievi della scuola primaria Calvi e della prima media Mazzi hanno preparato per i loro genitori e i loro concittadini un’occasione di incontro e di scoperta della città, articolato in due momenti: una mostra e una visita guidata.

La mostra offre qui l’allegria dei lavori realizzati dagli studenti.

La visita guidata, tenutasi il 25 maggio è stata una vera e propria novità per la città: i ragazzi hanno fatto da guida nella loro lingua madre.
Per la prima volta a Bergamo una scuola racconta la storia del quartiere in sei lingue diverse e lo fa rendendo ragazze e ragazzi protagonisti ed è così che i ragazzi scoprono la storia della loro città riscoprendo la cultura dei propri genitori.

La scuola, che si apre al territorio con tutta la sua ricchezza, offre alla comunità cittadina l’occasione per confrontarsi con le potenzialità che nascono dal dialogo tra culture diverse; sono qui esposti i risultati dei tanti laboratori realizzati dalle alunne e dagli alunni della Scuola elementare Calvi e da quelli della prima media della Mazzi.

Il filo che li accomuna è il muro, ma la diversità di approcci ne costituisce la ricchezza; questi non chiudono il mondo: aiutano a immaginarlo, insegnano la pazienza dell’ascolto delle parole e delle emozioni, sono fogli su cui si scrive la storia che passa e sono luoghi da raccontare.

È così che i bambini della prima e seconda elementare hanno costruito piccoli muri usando fantasia e immaginazione, hanno ascoltato una storia e lavorato su se stessi.

È così che i bambini della quarta e quinta elementare hanno imparato a scoprire le tracce del passato dentro il tessuto urbano, per rendere più forte e originale il loro sguardo, per raccontare con la loro sensibilità e le loro parole e per realizzare un servizio fotografico.

È così che i ragazzi della prima media hanno imparato a ritrovare la storia che studiano a scuola dentro la loro città e realizzato un originale libro a partire da alcuni luoghi del loro quartiere.

Una visita guidata in sei lingue diverse che ha raccontato il quartiere. Realizzata tra due date importanti del calendario civile, il 25 aprile e il 2 giugno, la visita per ritrovare il filo rosso dell’antifascismo e ricordare le donne e gli uomini che rischiarono se stessi per la libertà del nostro paese e per rendere l’Italia un paese libero, giusto, accogliente.

Storie di quartiere

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