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Disabilità intellettiva: parliamone

Disabilità intellettiva: parliamone

Disabilità intellettiva e terapia

I criteri fondamentali che consentono di diagnosticare la disabilità intellettiva secondo il DSM-5 (manuale diagnostico internazionale) sono tre:

  • Deficit nelle funzioni intellettive come ragionamento, problem solving, pianificazione, pensiero astratto, capacità di giudizio, apprendimento scolastico e apprendimento dall’esperienza, confermati sia da valutazione clinica sia da test di intelligenza individualizzati, standardizzati;
  • Deficit del funzionamento adattivo che porta al mancato raggiungimento degli standard di sviluppo e socioculturali di autonomia e responsabilità sociale. Senza un supporto costante, i deficit adattivi limitano il funzionamento in una o più attività della vita quotidiana, come la comunicazione, la partecipazione sociale e la vita autonoma, attraverso molteplici ambienti quali casa, scuola, ambiente lavorativo e comunità.
  • Esordio dei deficit intellettivi e adattivi durante il periodo di sviluppo.

I livelli di gravità della disabilità intellettiva e le terapie

I livelli di gravità del disturbo, distinti in lieve, moderato, grave ed estremo, vengono definiti sulla base del funzionamento adattivo, e non più esclusivamente sui punteggi relativi al quoziente intellettivo (QI).

La terapia cognitivo-comportamentale può essere utilizzata nel trattamento di questi disturbi: è una modalità terapeutica che indaga quelle rappresentazioni che precedono, accompagnano e seguono immediatamente uno stato emotivo problematico, al fine di comprendere le ragioni della sofferenza emotiva del soggetto e del suo perpetuarsi nel tempo.
Per far ciò si utilizza la tecnica dell’ABC (Ellis, 1977), attraverso la quale è possibile identificare, a partire da un evento, detto anche antecedente, una conseguenza a livello emotivo o comportamentale, che a sua volta si lega a specifici pensieri o credenze rispetto all’accaduto.
Affinché il soggetto possa utilizzare questa tecnica è necessario che sappia identificare e distinguere, a partire da un evento, pensieri o credenze presenti le rispettive conseguenze emotive o comportamentali. Solo in questo modo sarà possibile riconoscere che le conseguenze prodotte da un determinato evento sono connesse prevalentemente ai propri pensieri e/o credenze disfunzionali, piuttosto che all’antecedente stesso, e procedere con la disputa di pensieri e credenze emersi. Ovviamente per procedere in questo percorso, è necessaria anche una valutazione delle risorse metacognitive del paziente e del loro livello di sviluppo, ossia delle funzioni mentali con cui egli riesce a comprendere e padroneggiare i propri contenuti problematici.
Le tre abilità di base considerate come indispensabili per accedere ad un intervento in ottica cognitiva sono state riformulate da diversi autori (Hutton, 2002; Bruce et al., 2010) in relazione al lavoro con soggetti con disabilità intellettiva.

  • presenza di capacità cognitive di base quali memoria, linguaggio e comunicazione;
  • abilità ad identificare le differenti emozioni;
  • abilità di comprendere le basi del modello cognitivo, ossia il ruolo chiave dei pensieri nello sviluppo degli stati emotivi.

Il compito del terapeuta sarà quindi quello di fornire una sorta di educazione a quei pazienti che sembrino carenti in queste specifiche abilità, e di adattare le tecniche base della terapia cognitiva alle caratteristiche di questo tipo di utenza.

La proposta della Cooperativa Progettazione riguarda servizi, dedicati e individualizzati, che si configurano come “progetti ponte” tra la scuola e l’ingresso in “società”.

  • Mantenimento e sviluppo delle capacità  di gestione della vita quotidiana. Con attività che si svolgono presso i Centri di Milano e Pedrengo attraverso la partecipazione a laboratori pratici per l’autonomia personale, l’utilizzo dei media, delle nuove tecnologie, delle APP riabilitative personalizzate e del PC, con un’attenzione particolare alla partecipazione ai processi decisionali individuali e collettivi;
  • Mantenimento e sviluppo delle competenze cognitive, attraverso programmi di gruppo ed individualizzati, presso i Centri o a domicilio, con l’utilizzo di Ausili tecnologici, e APP riabilitative;
  • Mantenimento e crescita delle autonomie e della socializzazione, attraverso progetti individualizzati da realizzarsi sul territorio e negli spazi abituali di vita;
  • Valutazione e sviluppo delle abilità lavorative (sul territorio e presso i Centri);
  • Sostegno psicologico alla persona ed ai familiari.

Le proposte sono funzionali a giovani appena usciti dal percorso scolastico, ma anche a persone adulte che, per motivi diversi, hanno interrotto il percorso di integrazione sociale o hanno privilegiato aspetti diversi del reinserimento sociale, perdendo e non sviluppando adeguatamente le competenze cognitive ed intellettive.
La disabilità intellettiva non esclude il piacere della conoscenza, lo sviluppo del sapere individuale, la scoperta e l’approfondimento , la soddisfazione di nuove competenze e lo sviluppo delle passioni.
La disabilità cognitiva non esclude ne cultura, ne sapere. La crescita individuale porta a intraprendere strade e percorsi articolati, spesso complessi e faticosi per chi ha una disabilità. Come per tutti.

Riteniamo sempre il primo incontro di conoscenza reciproca, per valutare se è possibile attivare un percorso condiviso.  
Per scoprire le strade possibili chiama uno dei Centri della Cooperativa Progettazione.

 – a Milano in Via Teodosio, 4 – Tel: 02 70638795 

– a Pedrengo (BG) in Via G. Battista Moroni, 6 – Tel: 035 657351 

– a Serina (BG) in  Via Europa, 20 – tel. 0345.65185 

Referente dei progetti: dott.ssa Claudia Maggio  – Mob: 346 3264837 – mail:  c.maggio@cooperativaprogettazione.it  
Per informazioni e approfondimenti
https://www.cooperativaprogettazione.it/disabilita-cognitiva-2/

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